50 anni con Papa Leone

... e non solo ...
Lo scorso 1 Giugno gli AE i Capi e le Capo di Scout d'Europa-FSE si sono ritrovati nell'Aula Paolo VI (anche detta "Sala Nervi") presso la Città del Vaticano.
Per festeggiare e "celebrare" i 50 anni dell'Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici, nata a Roma il 14 Aprile 1976, si è svolto un momento formativo risoltosi in un approfondimento sui 4+1 punti di Baden-Powell, alla base del Metodo. 

Sono intervenuti, in qualità di esperti e testimoni:
Alberto Pellai e Barbara Tamborini, rispettivamente psicoterapeuta e psicopedagogista per il focus sul carattere,
Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, per una riflessione sul servizio,
Gianni Aureli, regista, sull’importanza dell’abilità manuale,
Costanza Miriano, giornalista e scrittrice, per approfondire il tema della cura della salute e forza fisica
e infine il Cardinale Matteo Zuppi per l’educazione alla fede, sotteso a tutti gli altri punti.


Alberto Pellai e Barbara Tamborini: L’importanza di adulti credibili, della sinergia con le famiglie, l’invito a creare reti perché nessuna resti sola di fronte alla sfida educativa, il valore della comunità. Tornare a mettersi in gioco come adulti.
La sovraesposizione al digitale e i suoi effetti. “Un grande fornitore di gratificazione istantanea. La puoi tenere in mano. Un enorme inibitore del desiderio, che in adolescenza e preadolescenza devi tenere accesso.
Crescere è fare 4 movimenti: da dentro a fuori, da protezione ad esplorazione, da dipendenza ad autonomia, da io a noi, sentire il desiderio dell’appartenenza ad un gruppo.
Il digitale ha generato invece 4 movimenti inversi: da fuori nel mondo a dentro una stanza, da esplorazione a protezione, da autonomia a dipendenza – è neuro biochimica la dipendenza dallo schermo – da noi a io, rendendoci incredibilmente soli e deprivati socialmente. Il vostro Metodo è strumento di prevenzione e sanità pubblica”.
L’importanza del contatto con la natura, della vita all’aperto, delle relazioni vere, per passare dall’io al noi.
Raccomandazioni ai genitori: “Essere entusiasti abitanti della loro adultità. Non avere paura di far fare fatica ai propri figli. Non rimanere soli ma fare squadra con gli altri”, per evitare di trattare i figli come bicchieri di cristallo.
Ai Capi l’invito a saper vedere e valorizzare ciascuno e saper chiedere scusa.


Chiara Amirante: Con la sua vita indica la misura del servizio: amare senza misura, come Gesù. “É questo il segreto della felicità, della gioia piena. Amatevi come io vi ho amato.
C’è un servizio che impariamo…la buona azione …ma poi io ho scoperto che il segreto è dare la vita. Gioia piena che sperimenti nell’incontro con il Risorto. Più doni così e più moltiplichi in te la gioia e la gioia è contagiosa”.
Mette in guardia: “Amore non è coltivare l’egoismo e il narcisismo degli altri. Amo tanto e non sono felice? Quando manca questa gioia piena c’è qualche cosa da rivedere. L’amore è paziente e non cerca mai il proprio interesse. Frutto dello Spirito è pace, amore… É questa la cartina di tornasole”.
Poi i dati della guerra che coinvolge troppi ragazzi: ludopatia, internet addiction, pornografia e quindi ansia, insonnia, crisi di panico, disturbi nelle relazioni, dipendenze che impediscono la felicità.
“Il mondo ha bisogno del Vangelo, di questa rivoluzione”.


Gianni Aureli: Lupetto, Esploratore “gufo ciarliero”, Rover, cerca e indica tra i presenti il suo Capo Clan che lo ha accompagnato a scoprire i suoi talenti, la sua missione.
Si sofferma sulla relazione educativa, le Specialità come strumento per scovare e valorizzare l’unicità e poi scegliere, con coraggio, la propria strada a partire dal sentire il proprio cuore.
Dalla percezione di ciò che è affine si passa poi alla scelta della strada. “Lo Scautismo ti trasmette l’onestà intellettuale e il coraggio anche di cambiarla, fare discernimento”.
Dagli studi di informatica al passaggio a Scienze dello Spettacolo. A 30 anni la scelta della regia. “Sbagliare, migliorare e continuare ad imparare. Ciò che fai ti cambia un po’. Dal mio primo film ho capito come non si fa un film”. A Capi e genitori: “Cercare di leggere i ragazzi, le loro attitudini ma anche ciò che ancora non sanno di poter fare al meglio.
Individuare questo campo da gioco e incoraggiarli insieme, per scovare questo seme nascosto e andare a meta dalla stessa parte”.

<iframe width="100%" height="120" src="https://player-widget.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&light=1&feed=%2Fwebradioscout%2F50-scout-deuropa-fse-3%2F" frameborder="0" allow="encrypted-media; fullscreen; autoplay; idle-detection; speaker-selection; web-share;" ></iframe><iframe width="100%" height="120" src="https://player-widget.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&light=1&feed=%2Fwebradioscout%2F50-scout-deuropa-fse-3%2F" frameborder="0" allow="encrypted-media; fullscreen; autoplay; idle-detection; speaker-selection; web-share;" ></iframe>
Costanza Miriano: L’importanza dello sport, della cura del corpo e della salute, del saper accogliere vittorie e sconfitte, far pace con la propria necessaria imperfezione. Ma al tempo stesso imparare la disciplina, ad accogliere la fatica, non cercare scorciatoie. Del corpo non fare un idolo. In preghiera chiedere uno sguardo giusto su noi stessi e poi farne dono, insieme.
Spegnere gli schermi e prendersi del tempo per giocarsi per gli amici.
Non giudicare i ragazzi per i loro risultati. Valorizzarli. Saper vedere il bene che non è ancora maturato e saranno capaci di tirar fuori. “Di fronte al rischio di identificarsi con il risultato, è solo lo sguardo di Dio a rimettere tutto a posto. Questo incontro possiamo favorirlo, vivendo per primi quello che vorremmo i ragazzi vivessero”.


Cardinal Matteo Zuppi:  Europa nel vostro cognome. Aiutate a darle un’anima. Fate incontrare, vivete questa dimensione.
La fede non è qualcosa di astratto la incontrate nella vita. È quello che ci manca: persone credibili che ti fanno gustare la fede in quel Signore Gesù.
Abbiamo tanta gente che offre istruzioni ma non trasmette il senso, il perché, la bellezza.
Tutti gli insegnanti di religione che ho incontrato mi raccontano quanto i ragazzi interroghino l’intelligenza artificiale. Io non l’ho mai interrogata. È pericolosissima.
Se incontro uno che ha una vita bella me la trasmette e mi indica Gesù.
Dobbiamo essere credibili. Abbiamo molte proposte e poca gente credibile. Molti tecnici e pochi fratelli, molti professionisti e pochi padri e madri. La vera perfezione è affidarsi, non il fare come ti pare. Il grande aiuta il piccolo.
Vivete la fede. Non è facoltativa, fa parte della proposta. Poi c’è tutta l’arte di educare alla fede. Accompagnare, legando la dimensione spirituale a quella umana e relazionale.
La dimensione spirituale, lo spazio per la preghiera, il silenzio, la meditazione, la ricerca dentro di sé, mai individualista, ma personale e legata agli altri”.
Ancora il creato, l’attenzione al prossimo: “Educare è saper aspettare i tempi, saper capire i momenti”


Infine, l'incontro col Santo Padre, Papa Leone XIV (collegamento al testo del suo intervento)
L'augurio di "una Nuova Pentecoste", l'apprezzamento per "lo Stile specifico", l'importanza della vita all'aria aperta e del contatto con la natura che parla di Dio, il rapporto con la Parola per crescere.
Poi l'affondo: "Cari Capi-scout, il Vangelo è ben più di un libro: è la persona stessa di Cristo, buona notizia per un’umanità confusa, illusa, delusa da molti mali. Egli sazia la nostra sete di giustizia e di verità e ci infonde il coraggio di perseverare nel bene e di metterci a servizio del prossimo, in prima persona. Di quest’impegno siete testimoni per i ragazzi a voi affidati: la coerenza della vostra vita e la maturità delle vostre scelte sono ai loro occhi un esempio molto importante che li aiuta a crescere. Insieme a loro, vivete dunque la bellezza della fede nei gesti quotidiani e nella preghiera condivisa, nei Sacramenti e nel discernimento della vocazione di ciascuno: rispondete con generosità all’appello di Cristo, che vi invita a salire in cima, a prendere il largo, a percorrere insieme il sentiero della virtù". Tra le righe un pensiero per i nostri Assistenti, l'apprezzamento per "l'attenzione specifica all'educare in sezioni distinte per esplorare la caratteristiche fondanti dell'essere donna e uomo, dinamica propedeutica all'incontro autentico e consapevole con l'altro'.
L'Europa dei popoli, "non degli affari".
Il servizio che libera.
Ci incoraggia e prega perché lo Spirito Santo moltiplichi tra noi i suoi doni.


Al termine dell’Udienza si è svolto un gioco a tappe, per Capi e genitori di ogni Gruppo, alla scoperta di alcuni luoghi particolarmente significativi di Roma e, a seguire, la celebrazione eucaristica a San Giovanni in Laterano, presieduta da don Stefano Zeni (AE generale) concelebrata dai 60 Assistenti presenti.
---
L’Associazione italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (della Federazione dello Scautismo Europeo – FSE) è stata costituita a Roma il 14 aprile del 1976.
Conta oggi 20.132 iscritti in 183 Gruppi di 61 Diocesi.
Obiettivo principale contribuire alla formazione religiosa, morale e civica dei giovani attraverso il Metodo scout, nello spirito del fondatore del movimento Lord Baden Powell e nella tradizione dello Scautismo cattolico.
L’Associazione aderisce all’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa (UIGSE-FSE), nata nel 1956 e attualmente presente con 73 mila membri in 27 Paesi in Europa e America, in una fraternità scout oltre i confini nazionali.
Collegamento alla homepage
Collegamento alla pagina Facebook
Collegamento al profilo Instagram
 
Le sintesi degli interventi sono tratte dal sito web di Scout d'Europa-FSE

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna